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Storia di fede: il motivo per cui ho ottenuto una promozione a dirigente entro soli due mesi

Un giorno la mia principale mi disse, con un tono serio: “Ho discusso con mio figlio e con mio marito. Abbiamo deciso di promuoverti a dirigente di un altro nostro stabilimento. Fidati di me. Ti promettiamo che riceverai uno stipendio più alto”. Ne fui molto sorpresa e risposi con sincerità: “Signora, dal momento che si fida tanto di me, prometto di svolgere il mio dovere correttamente e con impegno”.

Avevo ottenuto l’apprezzamento e la promozione da parte della mia principale dopo aver lavorato in fabbrica per soli due mesi e mi sentivo sopraffatta dall’emozione. La storia era iniziata quando avevo cominciato a lavorare in fabbrica…

Dopo aver iniziato a lavorare in fabbrica, fui maltrattata da una collega

Nell’estate del 2014 andai a lavorare in un ricamificio che si trovava in una strada di Pechino. Per i primi dieci giorni, tutto filò liscio. L’undicesima mattina, una collega di nome Xiaohua, occupata in un vicino ricamificio, venne a lavorare nel mio stabilimento. Era una donna sui trent’anni e da sette o otto anni era impiegata nel settore del ricamo a Pechino. Dopo aver portato a termine i suoi compiti nello stabilimento principale, svolgeva lavori temporanei in altre fabbriche, finché non c’erano nuove attività da sbrigare nel ricamificio principale. Era, quindi, conosciuta da quasi tutte le lavoratrici delle altre fabbriche che si trovavano in quella strada. Quando Xiaohua entrò nello stabilimento, le augurai il buongiorno con un sorriso, insieme a oltre una dozzina di operaie.

Dopo un po’, Xiaohua prese uno sgabello e un cesto di capi d’abbigliamento e con un tonfo sistemò il suo seggiolino accanto a me. Poi, iniziò a cucire, ma il suo braccio sinistro era abbastanza vicino da toccare il mio destro, il che mi rendeva impossibile tirare correttamente il filo. Osservando il suo comportamento sgarbato, mi infastidii molto e pensai tra me e me: “Sei talmente irrazionale. Questi sgabelli sono stati posizionati con una larghezza sufficiente per consentire a ciascuna lavoratrice di tirare correttamente il filo. Tu lo sai, e tuttavia ti siedi tanto vicino a me. Stai intralciando il mio lavoro e ovviamente stai facendo la prepotente perché sono l’ultima arrivata”. Ma, poi, mi resi conto che, come credente in Dio, dovevo vivere a somiglianza di un cristiano ed evitare di litigare con gli altri. Così, spostai indietro il mio sgabello e mi sedetti di traverso per tirare il filo. Pensai che ora che l’avevo sopportata, non mi avrebbe più dato fastidio. Tuttavia, nel momento in cui mi sedetti e ripresi a lavorare, lei spense la luce che stava sopra di me. Il fatto che non ci fosse luce mi rendeva impossibile continuare a cucire. In quel momento, mi sentii piena di rabbia e pensai: “Non è giusto”. Ma mi trattenni dal perdere la pazienza e mi sforzai di sorridere, dicendo: “Quando ero giovane come te, potevo ancora vedere bene, anche se la luce era spenta. Ora sono vecchia, per cui, se chiudi la luce, non riesco a lavorare”.

Pronunciando queste parole, mi alzai per accendere la luce, ma, con mia sorpresa, lei la spense immediatamente e mi disse in tono aspro: “Perché qualcuno dovrebbe aver bisogno della luce durante il giorno? È molto meglio stare con la luce spenta”.

Le parole di Dio mi aiutarono ad allontanare la mia rabbia

Il suo comportamento mi irritò. Pensai: “Sono una credente in Dio, per cui ti ho sopportata due volte. Eppure, tu non lo apprezzi e stai oltrepassando sempre di più il limite. Se mi rivolgo alla principale, lei si schiererà dalla mia parte. Se ti sopporto sempre standomene zitta, allora le altre lavoratrici mi sottovaluteranno e rideranno della mia debolezza e inettitudine. No, non posso permettere che ciò accada. Per salvarmi la faccia, non ti lascerò più fare la prepotente”. Più ci pensavo, più mi arrabbiavo. Quando mi trovai sul punto di litigare con lei, improvvisamente mi ricordai che le parole di Dio dicevano: “Prima che fosse corrotto da Satana, l’uomo seguiva Dio e obbediva alle Sue parole naturalmente; era dotato di una ragione e una coscienza naturali, nonché di una normale umanità. A seguito della corruzione di Satana, la sua ragione, coscienza e la sua umanità originarie si sono intorpidite e sono state compromesse da Satana. Egli ha perciò perduto l’obbedienza a Dio e l’amore per Lui. La ragione dell’uomo si è fatta aberrante, la sua indole come quella di un animale, e la sua insubordinazione verso Dio sempre più frequente e grave. Ciò nonostante l’uomo continua a non saperlo e a non riconoscerlo, e non fa altro che opporsi e ribellarsi ciecamente”. Dalle parole di Dio compresi che i primi esseri umani creati Lo ascoltavano e Gli obbedivano, e possedevano senso morale, oltre che buon senso. Poiché noi esseri umani siamo stati corrotti da Satana, i suoi veleni, che sono piantati nei nostri cuori, sono diventati la nostra vita. Viviamo con tali veleni satanici, per cui abbiamo perso senso morale e razionalità, e siamo diventati egoisti, arroganti e vili. Agiamo in base al principio dell’interesse personale e non abbiamo relazioni normali con gli altri. Riflettei sul fatto che quando Xiaohua aveva fatto la prepotente con me la prima volta ero riuscita a sopportarla e a non lamentarmi. Ma quando mi aveva maltrattato di nuovo, cosa che significava perdere la faccia e colpire i miei interessi, avevo rinunciato all’esercizio della sopportazione e della pazienza, e volevo persino perdere la calma e litigare con lei. A quel punto, non c’era più alcuna differenza tra un non credente e me. Al pensiero di ciò, me ne vergognai molto.

In seguito, riflettei su un altro passo delle parole di Dio: “Tutto ciò che accade alle persone dimostra che Dio ha bisogno che restino salde nella loro testimonianza di fede verso di Lui. Anche se non ti è successo niente di importante sino a questo momento e non rendi una grande testimonianza, ogni dettaglio della tua vita quotidiana si riferisce alla testimonianza di Dio. Se puoi guadagnarti l’ammirazione dei tuoi fratelli e delle tue sorelle, dei tuoi familiari e di tutti quanti intorno a te; se, un giorno, i non credenti verranno ad ammirare tutto ciò che dici e che fai e vedranno che tutto quello che Dio fa è meraviglioso, allora avrai reso la testimonianza di fede in Dio”. Dalle parole di Dio compresi che Egli consentiva che si verificassero tali eventi per darmi la possibilità di renderGli testimonianza tra i non credenti. Dovevo vivere a somiglianza di un cristiano, piuttosto che portare avanti la mia natura egoista e litigare con la mia collega. Al pensiero di ciò, non accesi la luce e non cominciai a discutere con lei. Invece, portai il mio sgabello e il mio cesto vicino all’entrata e poi mi ci sedetti accanto, cucendo i vestiti alla luce del sole. Sebbene fosse un po’ difficile per me cucire, mi sentii rincuorata, perché sapevo che stavo praticando le parole di Dio e Gli stavo rendendo testimonianza. In seguito, la mia collega non mi infastidì per tutto il giorno, per cui pensai che le acque si fossero calmate.

Sconfissi il piano di Satana e rimasi salda nella mia testimonianza a Dio

Il mattino dopo, andai a lavorare presto. Quando arrivai, trovai che il posto che avevo occupato il giorno prima era ancora libero. Tuttavia, pensando che più tardi Xiaohua sarebbe arrivata, scelsi una postazione vicina all’entrata e iniziai a lavorare. Ma lei quel giorno era in ritardo e il posto che occupava il giorno prima era stato preso da un’altra lavoratrice. Ma, inaspettatamente, lei agì come aveva fatto in precedenza: si sedette accanto a me e mi impedì di cucire, perché il suo braccio sinistro sfregava il mio destro. Pensai tra me e me: “Ieri ti ho sopportato e oggi hai il coraggio di fare di nuovo la prepotente con me. Non hai nessuna comprensione? Non ho mai incontrato nessuno come te!”. Ma, proprio nel momento in cui volevo sfogare la mia rabbia e litigare con lei, le parole di Dio mi donarono una limpida illuminazione: “Persino le cose che fai e le persone che incontri ogni singolo giorno sono stabilite dalle Mie mani, […]”. Poi, pronunciai nel mio cuore una preghiera: “Oh Dio, so che tutte le persone, gli eventi e le cose che incontriamo ogni giorno sono da Te disposti. Sei Tu che consenti che essi mi accadano. Deve esserci la Tua volontà dietro le quinte, quando incontro una persona che continua a fare la prepotente con me”. Riflettei sulle parole di Dio: “In ogni fase dell’opera che Dio compie dentro le persone, esternamente sembra che si tratti di un’interazione tra le persone, come se tutto nascesse da disposizioni o da interferenze umane. Ma dietro le quinte, ogni fase dell’opera e tutto ciò che accade, è una scommessa fatta da Satana davanti a Dio, una scommessa che richiede che le persone rimangano salde nella loro testimonianza di fede a Dio. […] Dietro ogni passo che Dio compie dentro di voi, vi è la scommessa di Satana con Dio – dietro ogni cosa vi è una battaglia”. Grazie alle parole di Dio, mi resi conto che, all’esterno, sembrava esserci un conflitto tra me e la mia collega, ma in realtà si trattava dell’astuto piano di Satana, attuato nel mondo spirituale. Era stato tramite la grazia di Dio che il giorno prima ero riuscita a praticare la verità. Eppure, Satana era restio ad ammettere la sua sconfitta e aveva organizzato l’identica situazione per tentarmi: Xiaohua si era seduta accanto a me e mi impediva di lavorare correttamente, il che significava che il mio guadagno sarebbe stato più basso. Se avessi litigato con lei per i miei interessi personali, non sarei riuscita a rendere la mia testimonianza.

Avendo compreso la volontà di Dio, ero consapevole che avrei dovuto capire il piano di Satana e portare testimonianza a Dio attraverso un comportamento razionale, vivendo la sopportazione e la pazienza. Al pensiero di ciò, spostai lo sgabello indietro, più vicino all’entrata, e mi sedetti di lato per tirare il filo. Vedendo che non dicevo niente, Xiaohua non fece più la prepotente con me.

Grazie alla mia pratica della verità, ottenni il rispetto della mia collega con più esperienza

Mentre stavo cucendo i nuovi vestiti appena arrivati quella mattina, per caso vidi che Xiaohua stava usando un punto sbagliato, il che significava che il suo lavoro non sarebbe stato al livello dei requisiti richiesti. E lei non se n’era ancora accorta. Pensai: “Se continui a cucire i nuovi vestiti in questo modo, la principale ti chiederà di cucirli da capo”. Com’era prevedibile, dopo un po’, la principale venne a controllare e vide le tasche cucite da Xiaohua. Disse: “No, queste non vanno bene. Questi punti intorno alle tasche sono visibili. Toglili e ricomincia. Fai in modo che i punti restino nascosti”. Xiaohua dovette ricominciare a cucire. La principale guardò i miei indumenti, annuì, sorrise e disse: “Ottimo lavoro”. In quel momento, mi sentii al culmine della gioia: “Sei ancora orgogliosa di essere capace di fare la prepotente con me? Non sei brava quanto me adesso. Non condividerò con te la mia tecnica”. Continuai il mio lavoro e ogni tanto la guardavo. Stava ancora usando il suo metodo iniziale, sbagliato, per cui stava cucendo gli abiti per niente. Alla fine, dovette prendere i vestiti e rivolgersi alla principale per chiedere aiuto. Ma lei la sgridò: “No, togli i punti e ricomincia. Cosa ti succede? Guarda lei (riferendosi a me). Persino una appena arrivata sta svolgendo questo lavoro meglio di te. Va’ da lei e cerca di imparare come cuce i vestiti”. Xiaohua sembrò esserci rimasta male e tornò al suo posto, il suo antico orgoglio ormai svanito. Ne fui segretamente soddisfatta e pensai: “Che cosa provi? Agli occhi della principale, sei inferiore a me. Chi ti ha detto di fare la prepotente con me e di umiliarmi? Ti sta bene”. Xiaohua non ebbe altra scelta che ricucire tutti i vestiti da capo. E, nonostante ciò, la sua cucitura ancora non andava bene. Poiché non sapeva come svolgere il proprio lavoro, il suo viso divenne rosso per l’ansia. I punti delle tasche erano stati tolti due volte. A meno che non avesse risolto il problema questa volta, sarebbero stati molto difficili da cucire in seguito. In quel momento, sentii che la mia coscienza mi pizzicava: “Questi vestiti sono tutti nuovi arrivi con un disegno appena uscito. Lei non sa come cucirli, ma io sì. Dovrei insegnarle come fare. Come ho potuto ridere di lei? Se fosse successo a un’altra persona, l’avrei aiutata a correggere l’errore non appena avessi notato il problema. Il motivo per cui mi sono rifiutata di darle una mano dipende solo dal fatto che lei mi ha preso in giro”.

Poi, pensai alle parole di “Sermoni e comunicazioni sull’ingresso nella vita”: “Ora, i rapporti tra le persone non sono normali. Esse sono state profondamente corrotte da Satana. […] Le persone vivono concentrandosi unicamente su se stesse e sui loro desideri materiali; non si preoccupano affatto degli altri e non provano neppure i sentimenti di amorevolezza che l’essere umano dovrebbe avere. Le persone tessono intrighi l’una contro l’altra, lottano le une contro le altre e si scontrano apertamente e in segreto, poiché sono incapaci di andare d’accordo; la coscienza e la ragione, di cui gli esseri umani dovrebbero essere dotati, sono scomparse dalla faccia della terra. Non c’è spirito di collaborazione fra le persone; se non possiedono almeno un po’ di pazienza, diverranno reciprocamente nemici giurati. Con il cuore colmo di malvagità, conflitti, ostilità e differenze inconciliabili, è come se le persone non avessero alcuna somiglianza con l’essere umano. I loro cuori sono stati totalmente occupati da Satana e sono zeppi delle sue concezioni del mondo”. Da questo passo di condivisione, acquisii una qualche conoscenza della mia indole corrotta: “Poiché in precedenza ero riuscita a sopportare il fatto di essere trattata da Xiaohua con prepotenza, ritenevo di aver agito con tolleranza e pazienza. Ora lei è nei guai, ma io mi rifiuto di aiutarla e gongolo per il suo insuccesso, e mi sento persino felice di aver salvato la mia dignità. Ma ciò non significa forse che quella che ho indossato prima era una falsa sembianza? Sto ancora vivendo secondo la mia indole satanica e corrotta, priva di amore e di senso morale, oltre che di razionalità”. Dopo essermi resa conto di ciò, mi sentii profondamente in colpa, a causa del fatto che ero ancora ben lontana dal soddisfare le richieste di Dio per vivere una normale umanità. Ora che Dio mi ha posto tra la gente, dovrei vivere come una persona vera, per glorificarLo e renderGli testimonianza.

Pertanto, mi avvicinai spontaneamente a Xiaohua e dissi, sorridendo: “Sorella, il tuo punto non è ancora corretto. Anche se cuci la tasca, dovrai toglierla”. Poi le spiegai il segreto. Ci provò per un po’ e presto finì una tasca. Quindi, me la portò e mi chiese: “Cosa ne pensi di questa?” “Non male”, risposi. Sembrava estremamente soddisfatta e continuò a cucire. Vedendo ciò, percepii intensamente che praticare la verità non solo risulta di beneficio per gli altri, ma arreca anche a me una grande gioia. Durante il pranzo, Xiaohua scoprì che mi comportavo diversamente dalle altre, che sgomitavano per servirsi il pesce. Mi sorrise: “Sorella, prendine pure”. Da allora, ogni giorno quando arrivava, Xiaohua mi salutava con un sorriso: “Buongiorno, sorella Yuan”. Anche se non mi aveva porto scuse evidenti, aveva cambiato il suo atteggiamento nei miei confronti, per la qual cosa mi sentivo molto felice. Pochi giorni dopo, Xiaohua tornò alla sua fabbrica iniziale. In quell’occasione, una donna che mi stava seduta di fronte mi disse: “Sorella, non è giusto nei tuoi confronti. Ti ha trattata in modo talmente scorretto, perché sei stata pronta ad aiutarla? Se fosse successo a me, non sarei stata così gentile con lei”. Sorrisi: “Siamo tutte operaie lontane da casa. Era destino che dovessimo lavorare insieme. Non mi è dispiaciuto mostrare verso di lei uno spirito di sopportazione”. Ero assolutamente cosciente del fatto che il mio essere stata capace di vivere una vita normale e di possedere un tale spirito di sopportazione e di amore era interamente dovuto alle parole di Dio e non alle mie buone qualità.

La principale venne a sapere di quanto era accaduto tra me e Xiaohua. Un giorno, mi disse: “Sorella Yuan, so che sei buona e gentile. Una brava persona è rispettata ovunque”. Dopo di ciò, la principale mi assegnò sempre compiti relativamente remunerativi e spesso mi faceva controllare il lavoro delle colleghe. Anche le altre operaie mi rispettavano e mi chiamavano “sorella”. Ritornando con la memoria a quel periodo, ho davvero percepito che, anche se praticare la verità e vivere a somiglianza di una persona normale mi aveva in parte fatto perdere la faccia e sul momento mi aveva fatta sentire offesa, avevo ottenuto una cosa preziosa: sotto la guida concreta di Dio, avevo imparato come ripagare il male con il bene e come essere come una persona normale.

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