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Come leggere la Bibbia: 3 consigli migliori

A proposito della lettura della Bibbia, confido che ogni cristiano abbia familiarità con quest’attività, dal momento che essa è stata per noi una pratica indispensabile e quotidiana da quando abbiamo iniziato a credere nel Signore. Sono molti, tuttavia, i cristiani che hanno avuto la seguente esperienza: a volte, mentre leggiamo la Bibbia, sentiamo che Dio sta comunicando con noi, proprio come se fosse giunto al nostro cospetto, faccia a faccia, e ci sentiamo anche molto toccati nei nostri spiriti; ma altre volte, percepiamo che la nostra lettura della Bibbia è arida e sterile, e che non riceviamo illuminazione da parte dello Spirito Santo, né alcuna gioia spirituale. Come mai sussistono queste due condizioni così diverse nella lettura della Bibbia? In realtà, tutto ciò è causato dal fatto che non cogliamo i principi sottesi a tale pratica. Se, nella nostra lettura quotidiana della Sacra Scrittura, desideriamo ricevere la luce, dobbiamo afferrare i seguenti tre principi e, in tal modo, potremo facilmente avere una relazione profonda con il Signore.

 

1. Calmiamo i nostri cuori innanzi a Dio.

Le parole di Dio dicono: “Placare il cuore davanti a Dio rappresenta una delle fasi più cruciali per accedere alle parole di Dio, […] Solo dopo essere riuscite a essere in pace davanti a Dio, le persone possono essere toccate dallo Spirito Santo e riceverNe la luce e l’illuminazione; solo allora sono in grado di comunicare realmente con Dio e di cogliere la Sua volontà e la guida dello Spirito Santo, […]”. Dalle parole di Dio possiamo evincere che, se desideriamo ottenere la Sua illuminazione e la Sua ispirazione nella lettura della Bibbia, l’aspetto fondamentale è che manteniamo i nostri cuori in pace al Suo cospetto. In realtà, la ragione per cui molte volte non riceviamo l’ispirazione mentre leggiamo la Bibbia è che i nostri cuori sono posseduti da tante e tante cose. Ad esempio, mentre ci stiamo occupando della Bibbia, i nostri cuori stanno ancora pensando alla famiglia o al lavoro, il che ci rende incapaci di trovare una calma interiore e di essere toccati o illuminati da Dio. Quindi, prima di leggere la Sacra Scrittura, faremmo meglio a mettere da parte le persone, le cose e le situazioni che disturbano le nostre menti, e a pregare Dio e a calmare i nostri cuori innanzi a Lui. Leggere la Bibbia in tale modo rende facile ricevere la guida e la direzione di Dio.

2. Scegliamo i passi scritturali appropriati in relazione alle nostre difficoltà e ai nostri problemi.

Molti cristiani sono caduti in una trappola: quando leggono la Bibbia, affrontano i brani uno a uno in sequenza o la sfogliano semplicemente e leggono ciò che cade sotto i loro occhi. Di conseguenza, non riescono a ottenere un risultato positivo. Proprio come un paziente, che ha bisogno di cure, non dovrebbe prendere il tipo di pillola che gli garba, ma invece, dovrebbe conoscere la sua malattia e, quindi, assumere le medicine a essa appropriate; solo in questo modo egli può guarire. Leggere la Bibbia è una pratica che dovrebbe essere svolta allo stesso modo. Dovremmo leggere i passi scritturali appropriate in base ai nostri problemi concreti ed è questo l’unico modo per ottenere risultati. Ad esempio, se nella vita quotidiana non abbiamo pazienza o tolleranza verso la nostra famiglia e ci capita spesso di avere scatti d’ira, allora possiamo leggere le scritture relative a come le persone riescono a trattare il prossimo con amore, pazienza e tolleranza; se ci imbattiamo, invece, in persecuzioni e calunnie, e ci indeboliamo nel processo di diffusione del Vangelo, allora dovremmo leggere i brani relativi a come avere cura della volontà di Dio e a come nutrire la nostra fede in Lui. Solo in questo modo possiamo risolvere in maniera concreta i nostri problemi e ottenere una relazione più stretta con il Signore.

3. Non leggiamo più di quanto possiamo digerire, ma poniamo l’attenzione sulla meditazione.

Spesso pensiamo che quelli che leggono la Bibbia molte volte e la conoscono a memoria possono piacere a Dio, e invidiamo persino coloro che ne imparano molto. A causa di ciò ci focalizziamo sul numero di brani riusciamo a leggere o, mentre affrontiamo le Scritture, memorizziamo capitoli e versetti famosi. Ma, se vi riflettiamo con cura, scopriremo che più prestiamo attenzione a ciò, più la relazione tra noi e Dio risulterà dominata da un sentimento di estraniazione e, riflettendo su questo punto, ci renderemo progressivamente conto che, a parte memorizzare queste scritture, non abbiamo ancora ottenuto un vero nutrimento spirituale. In realtà, tutti noi sappiamo che non possiamo comprendere il significato interiore delle Scritture da una prospettiva letterale e che solo riflettendo su di esse, e grazie all’illuminazione e alla guida dello Spirito Santo, riusciamo a capire il loro vero significato. Se ci preoccupiamo solamente delle parole della Bibbia, ma non meditiamo sul loro vero senso, allora esse diverranno solo dottrine per noi, indipendentemente da quante ne leggiamo. E se le usiamo per ostentare noi stessi, ciò farà sì che Dio giungerà a detestarci.

Ritornando con la memoria a duemila anni fa, allora i farisei avevano dimestichezza con la Scrittura e ne trascrivevano persino brani sulle nappe delle loro vesti, ma essi le usavano solo per mettersi in mostra e non le introducevano assolutamente nella loro pratica reale. Quando il Signore Gesù venne a compiere la Sua opera, essi percepirono che le Sue parole avevano autorità e potere, e non erano qualcosa che una persona comune avrebbe potuto pronunciare. Tuttavia, non solo costoro non possedettero un frammento di cuore che ricerca, ma condannarono persino il Signore Gesù sulla base del significato letterale della Bibbia e unirono le proprie forze a quelle del governo romano per crocifiggerLo. Si può comprendere che, indipendentemente da quanto leggiamo e memorizziamo le Scritture, ciò non può recarci veri benefici, e si può capire che solo riflettendo su di esse possiamo giungere a conoscere il loro significato interiore e, quindi, a conoscere Dio e a rendere improbabile il nostro compiere azioni che ci spingano a resistere a Lui. Proprio come in 2 Corinzi 3:6 è detto: “Perché la lettera uccide, ma lo spirito vivifica”.

Quelli sopra esposti sono i tre principi da utilizzare quando leggiamo la Bibbia. Se affrontiamo le Scritture in accordo a essi, le nostre difficoltà e le nostre domande saranno risolte, inizieremo gradualmente a raggiungere una crescita nella nostra vita spirituale e la nostra relazione con il Signore si farà sempre più stretta.


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