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Il segreto di un matrimonio felice per i cristiani

Sono un’estetista e mio marito è agricoltore; ci siamo conosciuti in Malesia in occasione di un lancio di arance, un’attività tradizionale per le donne che cercano l’amore. Le nostre nozze sono state celebrate in chiesa da un pastore un anno dopo. Sono rimasta profondamente commossa dalla preghiera del pastore per il nostro matrimonio e, pur non essendo religiosa, in silenzio ho implorato Dio: “Possa quest’uomo provare attaccamento per me e prendersi cura di me costantemente ed essere il mio compagno per il resto della mia vita”.
Cominciata la vita matrimoniale, sono emersi uno dopo l’altro i contrasti fra me e mio marito. Lui usciva di casa alle 4 ogni mattina per vendere verdure e rientrava solo dopo le 19, mentre io non staccavo dal lavoro fin dopo le 22. Trascorrevamo pochissimo tempo assieme. Ogni volta che trascinavo verso casa il mio corpo esausto, speravo fortemente di essere fatta oggetto di sollecitudine, attenzioni e comprensione da parte di mio marito; volevo che mi domandasse come era andato il lavoro, se ero contenta o no. Ma con mia delusione, praticamente ogni volta che rincasavo dal lavoro, se lui non stava guardando la Tv si affaccendava col telefonino e talvolta non si prendeva nemmeno la briga di salutarmi. Era come se io non esistessi nemmeno. Per questo ero davvero demoralizzata e a poco a poco mi sono sentita insoddisfatta di mio marito.

Una volta ho avuto un dissidio con un cliente e mi sono sentita davvero irritata e trattata ingiustamente. Tornata a casa, mi sono sfogata con mio marito, sperando che mi consolasse, ma con mia sorpresa, giocando col telefonino, a malapena si è accorto di me e quasi non mi ha prestato attenzione. Quindi ha chinato la testa ed è ritornato subito al telefonino. La sua completa indifferenza verso di me era davvero sconvolgente, perciò l’ho aggredito urlando: “Sei fatto di pietra? Non riesci nemmeno a conversare? Ti importa forse di qualcuno?” Vedendomi così incollerita, si è rifiutato di rispondere. Più mi trovavo di fronte a questo mutismo e più mi montava la collera. L’ho assillato ripetutamente, del tutto decisa a fargli dire qualcosa. Inaspettatamente, mi ha urlato di rimando: “Non ti sembra di aver parlato abbastanza?” Per questo mi sono sentita ancora più in collera e trattata ingiustamente, perciò ho continuato a cercare di ragionare con lui. Alla fine si è proprio rifiutato di dire alcunché, perciò il nostro litigio si è praticamente concluso. C’è stata un’altra volta in cui mi sono lamentata con mio marito di qualcosa che mi aveva irritata sul lavoro, pensando che lui provasse a consolarmi, ma ha risposto bruscamente, freddo come il ghiaccio: “Per litigare bisogna essere in due. Tu vedi soltanto i problemi degli altri: perché non guardi te stessa?” Mi sono adirata all’istante e non mi sono potuta trattenere dal dirgliene quattro. Colma di risentimento, ho pensato: “Che razza di persona è? Perché ho sposato uno come lui? Non ha la minima considerazione per i miei sentimenti: non ha nemmeno una parola di consolazione per me!” Da allora in poi ho smesso quasi del tutto di raccontargli quello che mi succedeva sul lavoro. A un certo punto ha cercato di domandarmi del mio lavoro, ma non mi è mai venuta voglia di prestargli attenzione. A poco a poco ha smesso di domandarmi qualsiasi cosa. Siamo giunti ad avere sempre meno argomenti di conversazione e quando avveniva qualcosa di frustrante andavo a trovare un’amica perché mi prestasse orecchio. Talvolta restavo fuori fino a tardi per parlare con qualcuno e tornavo a casa solo dopo mezzanotte. Anche quando rincasavo così tardi, lui sembrava non interessarsene e si limitava a dire che consideravo casa nostra come un albergo. Mi sentivo davvero contrariata, e la mia insoddisfazione nei confronti di mio marito cresceva, per cui finiva che avevamo di frequente battibecchi e litigi. Soffrivamo tutti e due. Io non volevo che le cose andassero avanti così, perciò ho deciso di trovare un’occasione per fare con lui un bel discorsetto.

Un giorno dopo cena gli ho domandato: “Non mi sopporti proprio, vero? Perché non mi presti mai attenzione? Se hai qualche problema con me, dimmelo esplicitamente”. Poiché non diceva una parola di risposta, ho insistito. Sorprendentemente, mi ha urlato con irritazione: “Smettila di farmi tutte queste domande! Con te è tutto un problema: sono stufo!” Ricevere quel genere di risposta da lui ha suscitato collera anche in me e abbiamo ricominciato a litigare, tormentandoci reciprocamente. La cosa è andata avanti per un po’, finché lui si è alzato e mi ha spintonata; ho perso l’equilibrio e sono caduta sul divano. Vedere mio marito mettermi le mani addosso è stato davvero straziante. Ho pensato: “Questo è il marito che mi sono scelta con tanta cura? Questo è il matrimonio per cui nutrivo tante speranze? Come può trattarmi così?” Da quel momento non ho più riposto alcuna speranza in lui.

Nell’aprile del 2016, per una circostanza fortuita, una sorella ha condiviso con me il Vangelo del Signore Gesù. Mi ha detto che il Signore ci ama e Si è fatto crocifiggere per salvarci. Sono rimasta davvero commossa dal Suo amore e così ho accolto il Vangelo del Signore. Quando poi ho parlato al pastore dei problemi del mio matrimonio, mi ha detto: “Non possiamo cambiare gli altri se prima non cambiamo noi stessi. Dobbiamo seguire l’esempio del Signore Gesù e praticare verso gli altri tolleranza e pazienza”. Così ho provato a cambiare me stessa. Tornavo a casa non appena finito il lavoro e facevo le pulizie, e talvolta, quando mio marito mi ignorava e io stavo per perdere le staffe, pregavo il Signore, chiedendoGli di concedermi tolleranza e pazienza. Nelle occasioni in cui non riuscivo a controllarmi e litigavo con mio marito, dopo l’episodio cercavo di essere io la prima a compiere il tentativo di appianare le cose. Vedendo i cambiamenti che avevano avuto luogo in me, anche mio marito ha cominciato a credere nel Signore. Divenuti entrambi credenti, litigavamo meno di frequente e comunicavamo di più. Ero colma di gratitudine verso il Signore dopo aver visto la salvezza personale da Lui offertaci.

Ma il tempo passava e noi restavamo ancora incapaci di tenere sotto controllo il nostro stato d’animo. Talvolta si scatenavano ancora dispute domestiche e in particolare quando uno dei due era di cattivo umore l’altro non era in grado di praticare tolleranza e pazienza, e di conseguenza i nostri litigi si sono fatti sempre più feroci. Dopo ogni discussione avevo il cuore gravato dal dolore e pregavo il Signore: “Signore, Tu ci insegni a essere tolleranti e pazienti, ma io proprio non ci riesco. Quando vedo mio marito fare qualcosa che non mi piace, mi sento davvero insoddisfatta di lui. Signore, che cosa dovrei fare?” Poi ho cominciato ad andare a ogni lezione organizzata dalla Chiesa, sperando di trovare una via per la pratica, ma non ne traevo quello che speravo. Ho chiesto aiuto al nostro capogruppo, che si è limitato a dire: “Anche io e mia moglie litighiamo spesso. Perfino Paolo ha detto: ‘Difatti io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no’ (Romani 7:18). Nessuno ha una soluzione per il problema che dobbiamo affrontare, il ciclo continuo di peccare e confessare. Tutto ciò che possiamo fare è pregare il Signore e invocare la Sua misericordia”. Sentendolo dire così non sapevo più che fare: possibile che fossimo condannati a trascorrere il resto della nostra vita impelagati nel conflitto?
Nel marzo del 2017 mio marito, che era sempre stato taciturno, all’improvviso si è trasformato in un conversatore vivace. Inoltre condivideva spesso con me il suo modo di intendere le Scritture, e ciò che mi stupiva ancor più era che quanto condivideva fosse davvero colmo di luce. Ero perplessa; era come se all’improvviso fosse diventato una persona diversa, e le cose che diceva erano davvero profonde. Volevo realmente capire che cosa stesse succedendo. Un giorno ho scoperto per caso che faceva parte di un gruppo in un social, e senza indugio gli ho domandato di che cosa parlasse nella chat. Con un’aria molto seria in volto mi ha detto che stava valutando l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni, che il Signore Gesù è già ritornato e il Suo nome è Dio Onnipotente. Mi ha detto che Dio Onnipotente ha già pronunciato milioni di parole e sta compiendo l’opera di giudizio e purificazione dell’umanità negli ultimi giorni. Inoltre ha detto che in tal modo si avvera questa profezia biblica: “Infatti è giunto il tempo in cui il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio” (1 Pietro 4:17). Mio marito mi ha detto che quando ricerchiamo la manifestazione e l’opera di Dio dobbiamo concentrarci sull’udire la voce di Dio, anziché aggrapparci ciecamente ai nostri concetti e fantasie. Se non ricerchiamo la verità ma ci limitiamo ad aspettare passivamente la rivelazione di Dio, non potremo accogliere il ritorno del Signore. Udire queste cose mi ha sbalordita e mi è sembrato inconcepibile. Poi mi è venuto in mente che avevo sentito un pastore indiano dire che, se mai avessimo sentito parlare del ritorno del Signore, avremmo dovuto ricercare con cuore aperto ed esaminare con attenzione la cosa; non dovevamo affidarci ai nostri concetti e fantasie ed esprimere ciecamente un giudizio. Così ho rivolto al Signore una preghiera: “Signore, se Dio Onnipotente è davvero il Tuo ritorno, Ti prego di condurmi e guidarmi in modo che io possa ricercare la verità ed esaminare questa cosa con cuore aperto. Altrimenti Ti prego di proteggere il mio cuore in modo che io non mi allontani da Te. Amen!”

Dopo questa preghiera ho aperto la Bibbia e in Apocalisse 3,20 ho visto questo: “Ecco, Io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la Mia voce e apre la porta, Io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con Me”. Ho avuto un improvviso momento di ispirazione e mi è parso che fosse il Signore a parlarmi, a dirmi che al Suo ritorno avrebbe bussato alla mia porta; mi è parso che fosse Lui a ordinarmi di ascoltare la Sua voce e aprire la porta. Era come per le vergini sagge della Bibbia che si affrettarono ad accogliere lo sposo quando udirono la sua voce. Quindi ho pensato a Giovanni 16,12-13: “Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto Lui, lo Spirito della verità, Egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di Suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire”. Mentre riflettevo su questi versetti delle Scritture, si è sprigionata in me una sensazione di entusiasmo. Ho capito come il Signore da tempo ci avesse detto che al Suo ritorno avrebbe pronunciato altre parole e ci avrebbe donato la verità. E l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni è l’opera di esprimere parole per giudicare e purificare l’umanità: possibile che Dio Onnipotente sia davvero il ritorno del Signore Gesù? Se il Signore veramente è ritornato e ha espresso verità per risolvere tutti i problemi dell’umanità, allora per noi vi è speranza di sottrarci ai vincoli del peccato. Allora non si potrebbero risolvere anche i problemi fra me e mio marito? Non ho perso tempo nel chiedere a mio marito di mettermi in contatto con fratelli e sorelle della Chiesa di Dio Onnipotente; volevo esaminare anch’io l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni.

Durante una riunione, alcuni fratelli e sorelle della Chiesa di Dio Onnipotente hanno selezionato dei versetti della Bibbia per tenere con me una condivisione su vari aspetti della verità, fra cui le modalità del ritorno del Signore, il nuovo nome del Signore e l’opera che compirà. La loro condivisione è stata assai convincente e per me del tutto nuova. Volevo davvero sapere di più riguardo all’opera del Signore degli ultimi giorni, perciò ho ripetutamente pregato Dio, chiedendoGli di illuminarmi affinché io potessi capire le Sue parole. Leggendo le parole di Dio e ascoltando la condivisione di fratelli e sorelle, ho a poco a poco acquisito una comprensione dell’obiettivo di Dio nella Sua gestione dell’umanità, delle tre fasi della Sua opera per salvare l’umanità e dell’esito e della destinazione dell’umanità. Mentre esaminavo l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni, ancora non riuscivo a evitare di avere con mio marito battibecchi su cose di poco conto. Dopo ogni episodio mi sentivo davvero in colpa e agitata e mi domandavo: “Come mai non riesco a mettere in pratica le parole di Dio?” Ne ero perplessa. Una volta, durante una riunione, ho domandato a una sorella: “Come mai io e mio marito litighiamo sempre? Perché non riusciamo ad andare d’accordo pacificamente?” La sorella ha trovato per me un paio di brani delle parole di Dio. “Prima che l’uomo fosse redento, molti dei veleni di Satana si erano già insinuati in lui. Dopo millenni di corruzione satanica, l’uomo ha già dentro di sé una natura che resiste a Dio. Quando egli è stato redento, dunque, questa non è altro che redenzione, in cui l’uomo viene comprato a caro prezzo, ma la natura velenosa dentro di lui non è stata eliminata. Un uomo così contaminato deve subire un cambiamento prima di essere degno di servire Dio. Attraverso quest’opera di giudizio e di castigo, l’uomo arriverà a conoscere appieno la sostanza sudicia e corrotta dentro di sé e sarà in grado di cambiare completamente e di diventare puro. Solo in questo modo egli può essere degno di tornare davanti al trono di Dio” (da “Il mistero dell’incarnazione (4)”). “Benché Gesù compia molte cose tra gli uomini, ha soltanto completato la redenzione di tutta l’umanità, Si è sacrificato per il peccato dell’uomo e non ha liberato l’uomo dalla sua indole corrotta. Salvare completamente l’uomo dall’influenza di Satana non solo ha comportato il fatto che Gesù Si facesse carico dei peccati dell’uomo come sacrificio per i peccati, ma ha anche richiesto che Dio compisse un’opera maggiore per liberare completamente l’uomo dalla sua indole corrotta da Satana. E perciò, dopo che all’uomo sono stati perdonati i peccati, Dio Si è nuovamente incarnato per condurlo verso l’età nuova, e ha iniziato l’opera di castigo e giudizio, e quest’opera ha introdotto l’uomo in un regno più elevato. Tutti coloro che ubbidiscono al Suo dominio godranno di una verità superiore e riceveranno maggiori benedizioni. Vivranno realmente nella luce e guadagneranno la verità, la via e la vita” (Introduzione a “La Parola appare nella carne”).

Quindi ha tenuto questa condivisione: “In principio, Adamo ed Eva vivevano felici al cospetto di Dio nel giardino dell’Eden. Non vi erano litigi; non vi era sofferenza. Ma quando ascoltarono il serpente e mangiarono il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, si allontanarono da Dio e Lo tradirono, perdendo la cura e la protezione di Dio e vivendo sotto il dominio di Satana. Quindi ebbero inizio i tempi di tristezza e sofferenza. È stato così fino a oggi, e noi siamo diventati sempre più profondamente corrotti da Satana. Siamo colmi della nostra indole satanica corrotta; siamo tutti straordinariamente arroganti, egoisti, falsi e ostinati. Siamo egocentrici in tutte le cose, vogliamo sempre che gli altri ci ascoltino. Per questo le persone litigano fra loro e si uccidono a vicenda. Perfino genitori e figli e mariti e mogli non hanno tolleranza né pazienza l’uno per l’altro e non riescono ad andare d’accordo armoniosamente: siamo privi anche della coscienza e della ragione più elementari. Anche se siamo stati redenti dal Signore Gesù, anche se preghiamo il Signore, ci confessiamo e ci pentiamo e ci impegniamo a fondo per aderire agli insegnamenti del Signore, non possiamo proprio evitare di peccare e di opporci a Dio. Questo perché il Signore Gesù ha compiuto solamente l’opera di redimere l’umanità; non ha compiuto l’opera di salvare definitivamente e purificare l’umanità. Accogliere la salvezza offerta dal Signore Gesù significa soltanto che noi siamo stati redenti dal peccato e abbiamo l’occasione di presentarci dinanzi al Signore in preghiera, per ottenere la Sua misericordia e farci perdonare i peccati. Però non è stata purificata la nostra indole corrotta. La nostra natura peccatrice è ancora profondamente radicata in noi; abbiamo ancora bisogno che Dio ritorni negli ultimi giorni e compia la fase dell’opera di purificare e trasformare l’umanità, risolvendo così il problema della nostra natura peccatrice. E ora Dio Si è di nuovo incarnato, esprimendo le parole per compiere l’opera di giudizio e purificazione per salvarci definitivamente dalla nostra indole corrotta e consentirci di sottrarci all’influsso di Satana ed essere pienamente salvati. Se seguiamo la nuova opera di Dio, accettiamo il giudizio e il castigo delle Sue parole, ricerchiamo la verità e mettiamo in pratica le parole di Dio, a poco a poco la nostra indole corrotta verrà trasformata. Solo in questo modo potremo vivere vere sembianze umane, e soltanto allora potremo conseguire armonia nelle nostre interazioni con gli altri”.

Dalle parole di Dio e dalla condivisione di questa sorella ho finalmente capito che il motivo per cui viviamo sempre in questa condizione in cui pecchiamo e poi confessiamo è che, sebbene il Signore Gesù abbia compiuto l’opera di redimere l’umanità, sono stati semplicemente perdonati i nostri peccati di credenti; la nostra natura interiore peccatrice, però, è ancora profondamente radicata e la nostra indole satanica non è stata ancora purificata. Un esempio calzante è come io intendessi mettere in pratica pazienza e tolleranza secondo l’insegnamento del Signore ma, non appena mio marito diceva o faceva qualcosa che non mi andava, non potessi evitare di perdere le staffe. Non riuscivo a trattenermi, in alcun modo. Senza l’opera di Dio a salvarci, è impossibile per noi liberarci dalla nostra indole satanica corrotta contando solamente sui nostri sforzi. E ora Dio Si è nuovamente incarnato, venendo a compiere l’opera di giudicare e purificare l’umanità. Accogliendo la nuova opera di Dio e ricercando realmente la verità, abbiamo l’occasione di conseguire la trasformazione dell’indole. Mi sono sentita davvero commossa e straordinariamente grata per la misericordia del Signore che mi consentiva di udire la Sua voce. Ma ancora non avevo le idee chiare: sapevo che Dio questa volta è venuto a pronunciare parole per purificarci e trasformarci, ma come possono le parole giudicare e purificare la nostra indole corrotta? Perciò ho espresso la mia confusione.

La sorella ha letto per me un altro brano delle parole di Dio: “Durante gli ultimi giorni, Cristo utilizza una serie di verità per insegnare all’uomo, rivelarne l’essenza e analizzare le sue parole e le sue azioni. Queste parole comprendono diverse verità, quali il dovere dell’uomo, come l’uomo dovrebbe obbedire a Dio, come dovrebbe esserGli fedele, come dovrebbe vivere la normale umanità, così come la saggezza e l’indole di Dio, e così via. Queste parole sono tutte dirette all’essenza dell’uomo e alla sua indole corrotta. In particolare, le parole che rivelano come l’uomo rifiuta Dio vengono pronunciate a proposito di come l’uomo sia la personificazione di Satana e una forza nemica di Dio. Quando Dio comincia l’opera di giudizio, Egli non Si limita semplicemente a chiarire la natura dell’uomo solo con poche parole, ma compie la rivelazione, il trattamento e la potatura a lungo termine. Tale metodo di rivelazione, di trattamento e di potatura non può essere sostituito con parole ordinarie, ma con la verità che l’uomo non possiede affatto. Solo tale modo di lavoro viene considerato giudizio; solamente attraverso tale giudizio l’uomo può essere assoggettato, pienamente convinto a sottomettersi a Dio e inoltre può ottenere la vera conoscenza di Dio. Ciò che l’opera di giudizio realizza è la comprensione da parte dell’uomo del vero volto di Dio e la verità riguardo alla sua ribellione. L’opera di giudizio permette all’uomo di ottenere molta comprensione della volontà di Dio, dello scopo della Sua opera e dei misteri che non possono essere compresi dall’uomo. Inoltre, consente all’uomo di riconoscere e conoscere la sua sostanza corrotta e le radici della sua corruzione, come pure di scoprire la sua bruttezza. Questi effetti si realizzano tutti tramite l’opera di giudizio, perché la sua sostanza è di fatto l’opera di svelare la verità, la via e la vita di Dio a tutti coloro che hanno fede in Lui. Quest’opera è l’opera di giudizio svolta da Dio” (da “Cristo compie l’opera di giudizio attraverso la verità”).

Ha proseguito tenendo per me un’altra condivisione. “Le parole di Dio ci spiegano chiaramente come Egli compia l’opera di giudizio. Usa le parole per giudicare e purificare l’umanità; usa le parole soprattutto per rivelare esplicitamente e analizzare la nostra natura corrotta, la nostra essenza e la nostra indole satanica. Inoltre ci dice chiaramente come dobbiamo sottometterci a Dio e adorarLo, come vivere la vera umanità, come ricercare la verità per conseguire la trasformazione dell’indole, come essere una persona onesta e quali siano la volontà di Dio e le Sue prescrizioni per gli esseri umani. Ci dice che genere di persone Egli apprezza e quali elimina, e altro ancora. Inoltre dispone persone, eventi, cose e ambienti per sottoporci a potatura e trattamento, per metterci alla prova e affinarci. Questo rivela la nostra indole corrotta e ci costringe a presentarci dinanzi a Dio e ricercare la verità, ad accettare il giudizio e il castigo delle Sue parole e a riflettere su noi stessi e conoscerci. Quando accettiamo le parole di giudizio e castigo di Dio, ci sembra che Egli stia parlando con noi, a faccia a faccia, vividamente, rivelando in pieno il nostro carattere ribelle e la nostra opposizione a Lui, le nostre motivazioni erronee e i nostri concetti e fantasie. Soltanto allora possiamo vedere che la nostra natura e la nostra essenza sono colme di arroganza, presunzione, falsità, disonestà, egoismo e spregevolezza. Vediamo che siamo completamente privi di un cuore di venerazione per Dio e che viviamo basandoci interamente sulla nostra natura satanica corrotta e siamo del tutto privi di sembianze umane. Cominciamo a odiare noi stessi e a essere disgustati da noi stessi dal profondo del cuore e desideriamo non vivere più sotto l’influsso di Satana e non essere sfruttati e danneggiati da Satana. Per giunta, attraverso il giudizio e il castigo di Dio vediamo l’essenza santa di Dio e la Sua indole giusta che non tollera offesa. In noi nasce un cuore di venerazione per Dio e siamo allora disposti a mettere in pratica la verità per soddisfare Dio. Quando cominciamo a mettere in pratica la verità, si manifesta a noi l’indole benevola e misericordiosa di Dio. Leggendo continuamente le parole di Dio e sperimentando il Suo giudizio e castigo, acquisiamo una comprensione più profonda della nostra natura corrotta, capiamo meglio le verità espresse da Dio e siamo ancora più disposti ad accettare e a sottometterci al Suo giudizio e castigo e a rinunciare alla carne, a mettere in pratica la verità e a soddisfare Dio. Riveliamo sempre meno corruzione, diventa sempre più facile mettere in pratica la verità e a poco a poco intraprendiamo la via del temere Dio ed evitare il male. Sperimentando il giudizio e il castigo delle parole di Dio, tutti noi siamo in grado di confermare dal profondo del cuore che questa è la panacea che ci salva e ci guarisce dalla nostra indole corrotta. Questo è il più vero amore di Dio per noi esseri umani corrotti, e senza sperimentare il giudizio e il castigo delle parole di Dio non potremo mai vivere vere sembianze umane”.
Le parole di Dio e la condivisione della sorella hanno avuto su di me un impatto enorme. Ho percepito che l’opera di giudizio e castigo di Dio negli ultimi giorni è molto concreta e che se vogliamo trasformare la nostra indole corrotta dobbiamo sperimentare il giudizio e il castigo delle parole di Dio. Altrimenti vivremo per sempre nel ciclo di peccare e poi confessare e non ci sottrarremo mai ai vincoli del peccato. Così dal profondo del cuore ho rivolto a Dio una preghiera, chiedendoGLi di dissetarmi e sfamarmi con le Sue parole e di disporre ambienti per giudicarmi e castigarmi, in modo da permettermi di conoscere me stessa, di trasformare presto la mia indole corrotta e di vivere reali sembianze umane.

Dopo avere accolto l’opera di Dio degli ultimi giorni ho anche acquisito una nuova comprensione del matrimonio che Dio aveva disposto per me. A un certo punto una sorella mi ha letto alcuni brani delle parole di Dio: “Gli individui nutrono molte illusioni sul matrimonio prima di sperimentarlo personalmente, ed esse sono tutte bellissime. Le donne immaginano che la loro dolce metà sarà il Principe Azzurro, e gli uomini immaginano di sposare Biancaneve. Queste fantasie servono a dimostrare che ciascuno ha determinate aspettative sul matrimonio, la propria serie di esigenze e di parametri” (da “Dio Stesso, l’Unico III”). “Il matrimonio è un momento importante nella vita di una persona. È il prodotto del suo destino, un legame cruciale nella sua sorte; non si fonda sulla sua volontà o sulle sue preferenze individuali e non è influenzato da alcun fattore esterno, bensì è completamente determinato dai destini delle due parti in causa, dalle disposizioni e dalle predeterminazioni del Creatore riguardo alla sorte della coppia” (da “Dio Stesso, l’Unico III”). “Quando una persona si sposa, il suo viaggio nella vita influenzerà e interesserà quello del partner, e viceversa. In altre parole, i destini umani sono interconnessi e nessuno può compiere la propria missione nella vita o svolgere il proprio ruolo in modo del tutto indipendente dagli altri. La nascita influenza un’enorme catena di relazioni; anche la crescita comporta una catena complessa di relazioni; allo stesso modo, il matrimonio esiste e prosegue inevitabilmente in una rete ampia e complessa di rapporti umani, coinvolgendo ogni membro e influenzando il destino di tutti coloro che ne fanno parte. Un matrimonio non è il prodotto delle famiglie di entrambi i membri, delle condizioni in cui sono cresciuti, del loro aspetto, della loro età, delle loro qualità, dei loro talenti o di qualunque altro fattore; piuttosto, scaturisce da una missione condivisa e da un destino collegato. Questa è l’origine del matrimonio, un prodotto del destino umano orchestrato e disposto dal Creatore” (da “Dio Stesso, l’Unico III”). Quindi ha tenuto per me questa condivisione. “Ogni nostro matrimonio è stato predestinato da Dio, che da tempo ha stabilito con chi avremmo messo su famiglia: tutto questo è disposto tramite la sapienza di Dio. Il matrimonio che sceglie per noi non dipende dalla nostra condizione sociale, dal nostro aspetto esteriore o dalla nostra levatura, ma è determinato dalla missione che le due persone hanno nella vita. Però noi siamo dominati dalla nostra indole corrotta, perciò abbiamo continuamente molte pretese nei confronti della nostra metà, volendo sempre fare le cose a modo nostro. Quando non va così, ci rifiutiamo di accettarlo e ci sentiamo insoddisfatti; litighiamo e ci incolleriamo, perfino ci lamentiamo, e ce la prendiamo con Dio e Lo fraintendiamo. Di conseguenza entrambe le persone vivono nel dolore. Questo genere di dolore non è causato da altri, né dall’autorità e dalle disposizioni di Dio, ma si manifesta perché noi viviamo in base alla nostra indole corrotta, arrogante e presuntuosa. Questo genere di indole corrotta ci pone in contrasto con l’autorità di Dio; siamo incapaci di sottometterci alle Sue orchestrazioni e disposizioni”.

Ascoltando la condivisione di questa sorella, ho ripensato all’andamento del mio rapporto con mio marito. Io esprimevo sempre insoddisfazione nei suoi confronti e pretendevo sempre che lui facesse le cose a modo mio: se non mi teneva presente, se non dimostrava considerazione e affetto per me, se non si interessava del mio benessere, brontolavo nei suoi confronti e pensavo che fosse un buono a nulla. Lo guardavo dall’alto in basso in tutti i modi e combattevo con lui una guerra fredda, rifiutandomi di prenderlo in considerazione. Finalmente ho capito che ero veramente una persona arrogante, presuntuosa, egoista e spregevole. Pensavo soltanto ai miei interessi e non tenevo conto dei sentimenti degli altri. Riflettendoci attentamente, ho capito che non era affatto vero che a mio marito non importasse di me, era solo più introverso e non molto capace di esprimere le emozioni. Inoltre aveva i suoi pensieri e le sue preferenze, ma io insistevo nel costringerlo a fare cose che a lui non piaceva fare. Volevo sempre che tutto quanto lui facesse si incentrasse su di me, e questo aveva fatto emergere tanti conflitti tra noi. Inoltre ho pensato a quello che diceva mio marito, che nel passato ero stata io a condividere con lui il Vangelo del Signore, ma adesso lui aveva condiviso con me il Vangelo di Dio degli ultimi giorni. Questa era la grande grazia di Dio per noi e la Sua portentosa disposizione. Siamo due persone davvero benedette, ma io non conoscevo alcun tipo di gratitudine. Invece non ero disposta a sottomettermi al matrimonio che Dio aveva disposto per me, e me la prendevo continuamente con Dio. Ho capito che ero davvero arrogante, priva di ragione! Sia ringraziato Dio per avermi guidata con le Sue parole. Ho scoperto la radice di tutte le sofferenze del mio matrimonio: ho così acquisito nel cuore un senso di tranquillità e di liberazione. Inoltre da allora in poi sono stata disposta a fare affidamento su Dio e a rivolgermi a Lui nella mia vita, ad abbandonare la mia indole corrotta, arrogante e presuntuosa e a interagire armoniosamente con mio marito.

Da allora io e mio marito leggiamo spesso assieme le parole di Dio, teniamo condivisioni sulla verità e compiamo al meglio delle nostre capacità il nostro dovere di esseri creati. Inoltre siamo nutriti e dissetati ogni giorno dalle parole di Dio; quando ci troviamo di fronte a una questione, ricerchiamo la Sua volontà secondo le Sue parole. Se riveliamo corruzione o litighiamo, entrambi ci presentiamo dinanzi a Dio e riflettiamo su di noi per conoscere noi stessi. Quando mettiamo in pratica tutto questo, acquisiamo una maggiore comprensione reciproca e ci perdoniamo a vicenda. I nostri litigi sono sempre meno frequenti, la nostra vita domestica è diventata armoniosa e la nostra vita è sempre più piena. Ciò che per me è davvero commovente è che la comprensione della verità da parte di mio marito è migliore della mia. Di frequente tiene per me condivisioni sul suo modo di intendere le parole di Dio e, quando mi vede rivelare un’indole corrotta, tiene per me una condivisione sulla verità e sulla volontà di Dio. Ho percepito davvero la sua attenzione e il suo amore per me: sono felice dal profondo del cuore. Ripensando al nostro percorso, io sono ancora io, e lui è ancora lui; solo che, avendo accolto l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni e capito alcune verità, è cambiato proprio tutto. Rendo grazie a Dio Onnipotente per averci salvati!


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