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Una riflessione sulla preghiera – Una prospettiva giusta di fede è importante

Recentemente, ho letto un articolo sulla preghiera su Internet, che mi ha fatto ricordare il mio precedente approccio verso la preghiera. Quando avevo nove anni, mi rivolsi al Signore, poiché avevo visto la manifestazione del potere del Signore su mia madre. Avendo sofferto a causa di diverse malattie per molti anni, grazie al Signore, mia madre si alzò dal letto. Da quel momento in poi, godette di buona salute e fu persino in grado di lavorare per dieci ore al giorno, il che può essere testimoniato da tutti coloro che conoscono mia madre.

Quando studiavo la Bibbia, lessi le parole del Signore: “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28). Inoltre, i predicatori dicevano spesso: “Il Signore non è venuto per essere servito dall’uomo, ma per servire l’uomo”, “Tutto quello che chiediamo al Signore verrà ascoltato”. Venni inconsapevolmente influenzata. Ero, inoltre, convinta che il Signore Gesù fosse un Dio che avrebbe concesso a tutti noi credenti grazia e benedizioni, un Dio che avrebbe risolto tutti i nostri problemi e un Dio che ci avrebbe guarito da tutte le nostre malattie e che avrebbe risposto a tutte le nostre preghiere. Esattamente, come disse Davide: “Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei male alcuno, perché tu sei meco; il tuo bastone e la tua verga son quelli che mi consolano” (Salmi 23:4). Così, prima di andare a letto, di uscire, di superare un esame e di iniziare la scuola…, pregavo sempre il Signore e Gli chiedevo di proteggermi e concedermi grazia e benedizioni. Il Signore Gesù divenne il Signore della mia famiglia; inoltre Egli divenne il mio sostegno, il mio medico e il mio insegnante…

la preghiera

Davo per scontato che i credenti in Dio ricevessero la Sua grazia e non avevo trovato mai alcun in merito a tale opinione finché non mi ammalai. Pregai Dio per la mia malattia, ma Egli non mi guarì. Perciò mi lamentai di Lui. Mediante la comunione di sorella Su, mi resi conto che la mia prospettiva di fede in Dio era inesatta.

Era un giorno d’inverno e presi l’influenza. Avevo la febbre, il naso che colava, la tosse e il mal di testa. Lentamente, persi l’appetito, tutto il mio corpo divenne debole e non riuscii ad andare al lavoro. Anche se pregavo il Signore ogni giorno, implorandolo di guarirmi e inoltre dicevo a mia madre di pregare per me, non mi sarei mai aspettata che la malattia non sarebbe migliorata affatto. Stando a letto, mi sentivo molto debole. Pensavo se il Signore non fosse a conoscenza della mia sofferenza in questi giorni? Perché non mi guarisce pur pregandoLo tutti i giorni?

Nel momento stesso in cui stavo per perdere la fede nel Signore, pensai al miracolo fatto dal Signore Gesù, che è riportato nel Vangelo di Marco 2:11-12: “Io tel dico (disse al paralitico), lèvati, togli il tuo lettuccio, e vattene a casa tua. E colui s’alzò, e subito, preso il suo lettuccio, se ne andò via in presenza di tutti; talché tutti stupivano e glorificavano Iddio dicendo: Una cosa così non la vedemmo mai”. Effettivamente, il Signore è in grado di far camminare gli zoppi, di far vedere i ciechi e persino risorgere i morti; la grazia del Signore è ampia. Non avrei dovuto perdere la fede. Così continuai a pregare il Signore. Tuttavia, la mia malattia non migliorava. Persi del tutto la fede. Non avevo il coraggio di partecipare agli incontri e non ero disposta a leggere le Scritture o a pregare il Signore, pensando che fosse inutile credere in Lui, visto che non riuscivo a ottenere la Sua grazia.

Un giorno, sorella Su mi invitò a unirmi a casa di fratello Wang. Esitai per un minuto, ma poi accettai con riluttanza.

Quando arrivai a casa di fratello Wang, ero in ritardo di mezz’ora e zia Li e la sorella di Wang erano già là. Appena mi videro, mi chiesero premurosamente quale fosse la mia situazione in quel periodo. Ricevetti un po’ di conforto dal loro interesse. Vedendo i loro occhi sinceri, pensai che l’amore del Signore non mi aveva completamente abbandonata. Così raccontai loro la mia esperienza, che ero diventata passiva e debole quando avevo pregato Dio per la mia malattia, ma non ero stata. Sorella Su mi guardò e mi disse con franchezza, “Crediamo in Dio solo per ricever più grazia e benedizioni? Preghiamo Dio solo per avere la pace e le Sue attenzioni? Se il Signore non risponde alle nostre preghiere o non soddisfa i nostri desideri e richieste, allora non crederemo in Lui? Che cosa dovremmo fare per essere veri credenti in Dio? E come dovremmo pregare per seguire il cuore di Dio?”.

Per un momento, non ebbi idea di come rispondere perché non ci avevo mai pensato. Mi dissi: “Non voglio credere in Dio perché non Egli risponde alle mie preghiere?”.

Sorella Su disse: “Ci sono due passaggi delle parole di Dio che rispondono con chiarezza a queste domande. Lascia che te le legga. Dio dice: ‘Le Mie azioni sono più numerose dei granelli di sabbia sulle spiagge e la Mia saggezza è più grande di quella di tutti i figli di Salomone, eppure gli uomini pensano a Me esclusivamente come a un medico di poco conto e un insegnante sconosciuto per l’uomo! Quanti credono in Me solo perché così li guarirei? Quanti credono in Me solo perché così userei i Miei poteri per scacciare gli spiriti impuri al di fuori dei loro corpi? E quanti credono in Me semplicemente per ricevere pace e gioia da Me? Quanti credono in Me soltanto per chiederMi più ricchezze materiali, e quanti credono in Me soltanto per trascorrere questa vita in sicurezza e per essere sani e salvi nel mondo che verrà? Quanti credono in Me solo per evitare le sofferenze dell’inferno e per ricevere le benedizioni del cielo? Quanti credono in Me solamente per un conforto temporaneo, ma non cercano di guadagnare qualcosa nel mondo che verrà? Quando abbattei la Mia furia sull’uomo e confiscai tutta la gioia e la pace che egli possedeva in origine, l’uomo divenne dubbioso. Quando diedi all’uomo la sofferenza dell’inferno e rivendicai le benedizioni del cielo, la vergogna dell’uomo si mutò in rabbia. Quando l’uomo Mi chiese di guarirlo, però Io non lo considerai e provai disgusto per lui, l’uomo se ne andò da Me e cercò la via degli stregoni e della magia. Quando portai via tutto quello che l’uomo Mi aveva richiesto, tutti loro sparirono senza lasciare traccia. […] L’uomo ha solo questa sorta di fede in Me, e Mi inganna in questo modo. Come può l’uomo esserMi testimone quando sostiene tale idea di Me?’.

‘Quello che cerco è la tua lealtà e obbedienza in questo momento, il tuo amore e la tua testimonianza in questo momento. Anche se ora non sai di quale testimonianza o di quale amore si tratti, dovresti portarMi tutto ciò che è tuo e consegnarMi gli unici tesori che hai: la tua lealtà e obbedienza. Devi sapere che il testimonio della Mia sconfitta di Satana si trova nella lealtà e obbedienza dell’uomo, così come il testimonio della Mia completa conquista dell’uomo. Il dovere della tua fede in Me è di esserMi testimone, essere leale verso di Me e nessun altro, ed essere obbediente fino alla fine. […] La Mia opera non è così semplice come potresti pensare, e non è nemmeno così inutile o senza senso come potresti credere. Quindi ti ripeto: devi dedicare la tua vita alla Mia opera e ancor di più devi dedicare te stesso alla Mia gloria. Inoltre, il tuo esserMi testimone è ciò che ho lungamente atteso, e ancor di più ciò che ho anelato perché tu diffonda il Mio Vangelo. Devi comprendere ciò che si trova nel Mio cuore’”.

Allora, sorella Su condivise: “Dio ha rivelato le nostre prospettive errate di fede in Lui, ovvero che veniamo soddisfatti solo quando riceviamo grazia e benedizioni. Preghiamo Dio, rivolgendo a Lui richieste cieche su tutto e Gli voltiamo la schiena e perfino ci allontaniamo da Lui quando le nostre preghiere non vengono ascoltate. Questo dimostra che le nostre prospettive sulla fede in Dio sono errate e che non Lo trattiamo come Dio. In realtà, Dio è il Creatore, mentre noi non siamo altro che esseri creati. Dovremmo adorare Dio e sottoporci alla Sua sovranità e ai Suoi piani, non avere richieste o domande, indipendentemente dal fatto che Egli ci doni la grazia, indipendentemente dal fatto che Egli ci dia o ci tolga. Questo è il punto di vista corretto della fede in Dio. Prendiamo Giobbe ad esempio: quando i ladri lo derubarono delle sue grandi ricchezze, non si lamentò con Dio per non averlo aiutato a mantenere la sua fortuna, né Lo pregò perché gli desse più fede o forza in modo tale da riprendersi la sua fortuna. Piuttosto, pregò Dio: ‘Il Signore ha dato ed il Signore ha tolto; benedetto sia il nome del Signore’. Possiamo notare dalle sue parole che Giobbe credeva realmente in Dio e aveva una vera fede. Indipendentemente dal fatto che Dio desse o togliesse, Giobbe adorava ed obbediva sempre a Dio. Alla fine, ottenne maggiori benedizioni da Dio per il suo timor di Dio e per aver evitato il male. Dovremmo seguire l’esempio di fede e di obbedienza di Giobbe. In questo modo le nostre prospettive di fede in Dio saranno corrette. Una volta stabilite bene le nostre intenzioni e dopo aver reso realmente testimonianza, la grazia di Dio ci accompagnerà, anche se non Lo imploriamo di concedercela. In quel momento, saremo molto più puri e più grati a Dio nei nostri cuori quando godremo della Sua grazia e delle Sue benedizioni e non crederemo più in Dio solo per godere della Sua grazia data per scontata”.

Sentendo queste cose, improvvisamente capii. Ero completamente d’accordo con ciò che sorella Su condiviso. Al contempo, provai sia vergogna che umiliazione, desiderando veramente di trovare un buco sottoterra per nascondermi. Non solo non avevo il coraggio di affrontare i miei fratelli e sorelle, ma non ero degna di Dio. Gli avevo fatto tante richieste e avevo sempre visto come un Dio che avrebbe esaudito tutte le preghiere. Di conseguenza, ero felice e contenta quando Dio rispondeva alle mie preghiere e quando non lo faceva, ero passiva e debole e poco disposta a partecipare agli incontri. Inoltre, avevo perso entusiasmo nel recitare gli inni e le preghiere. Non potevo paragonarmi affatto a Giobbe, perché non trattavo Dio semplicemente come Tale, ma piuttosto Lo vedevo come un soggetto obbligato al pagamento e uno strumento. Dio mi ha creato e mi ha donato la vita; per me sottomettermi a Lui incondizionatamente e seguire l’esempio della fede di Giobbe per adorarLo, che è il senso che un essere umano dovrebbe possedere, è legge dei Cieli e principio della Terra.

Parlammo molto quel giorno. Nonostante fossi imbarazzata e umiliata per via della mia prospettiva errata di fede in Dio, e anche per via del mio buonsenso e della mia coscienza inferiori, il chiarimento e l’illuminazione delle parole di Dio e la condivisione e il supporto dei miei fratelli e sorelle mi permisero di stabilire una giusta prospettiva di fede in Dio e di dire addio a una fede in Dio da mendicanti, che era il vero amore di Dio verso di me.

In seguito, non considerai più Dio come mio sostegno, medico e insegnante; al contrario, nel mio cuore, fui alquanto obbediente a Lui. Come conseguenza, il mio raffreddore fu curato prima che me ne rendessi conto. Quando mi trovai di nuovo in difficoltà, non pregai Dio rivolgendo a Lui le mie richieste, né Lo ho implorai di aiutarmi a uscire dalla difficoltà il prima possibile. Piuttosto, pregai Dio di darmi la forza di mettere in pratica le Sue parole e diventare più forte nelle avversità e nelle difficoltà. Quando la sofferenza non veniva allontanata, imparai a obbedire a Dio anziché oppormi a Lui in modo negativo. Ero convinta che avrei avuto più fede dopo avere attraversato la sofferenza. Quando mi riammalai, pregai Dio di esaminarmi e mi resi conto che avevo ancora molti peccati da mettere da parte in tali circostanze. … Oggi, non prego più Dio di donarmi la grazia, poiché ho ottenuto una un po’ di conoscenza di Lui e ho stabilito una prospettiva corretta di fede in Dio. Sia resa grazia a Dio!


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