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Marco 2:17 – Letture del giorno: il 13 ottobre 2019

E Gesù, udito ciò, disse loro: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non son venuto a chiamar de’ giusti, ma dei peccatori.

Marco 2:17

Riflessioni sul versetto di oggi…

Quando Gesù Cristo chiamò il pubblicano come Suo discepolo e mangiò con i peccatori, i farisei chiesero ai discepoli del Signore: “Come mai mangia e beve coi pubblicani e i peccatori?” E Gesù, udito ciò, disse loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non son venuto a chiamar de’ giusti, ma dei peccatori”. L’intenzione delle parole del Signore è di dire all’umanità che l’obiettivo principale della venuta sulla terra per compiere la Sua opera è riscattare l’umanità e salvare i peccatori. Quelli che credono di non essere peccaminosi non accetteranno la redenzione del Signore Gesù. Saranno proprio come i farisei, che credevano di osservare la legge e di essere uomini giusti, quindi non accettarono l’opera del Signore Gesù e accusarono Gesù Cristo di mangiare con i peccatori. Il Signore Gesù è Dio incarnato ed è un Dio giusto e santo. Per riscattare l’umanità, venne personalmente sulla terra, inviò la Sua misericordia all’uomo, donò all’uomo grande pazienza e abbondante grazia, e mangiò perfino con i peccatori. Solo donando all’umanità la misericordia, l’amorevolezza e l’abbondanza della grazia ha potuto redimere l’umanità dall’influenza di Satana.
Proprio come le parole di Dio dicono: “L’opera di Gesù si svolse in accordo con i bisogni dell’uomo durante quell’età. Il Suo scopo era di redimere l’umanità, di perdonare loro i peccati e pertanto tutta la Sua indole fu caratterizzata da umiltà, pazienza, amore, pietà, compassione, misericordia e amorevolezza. Egli benedisse profusamente gli uomini e portò loro grazia e diede loro, per il loro godimento, tutte le cose di cui avrebbero presumibilmente potuto godere: pace e felicità, la tolleranza e l’amore di Gesù, la Sua misericordia e amorevolezza. […] Pertanto, prima che potessero essere redenti, dovevano godere della grande quantità di grazia che Gesù riversava su di loro; solo ciò era loro di beneficio. In tal modo, potevano essere perdonati dei loro peccati mediante la loro fruizione della grazia, e potevano avere la possibilità di essere redenti mediante la fruizione della tolleranza e della pazienza di Gesù. […] Se Gesù Si fosse incarnato con l’indole di giudizio, maledizione e intolleranza delle offese dell’uomo, l’uomo non avrebbe mai avuto la possibilità di essere redento e sarebbe rimasto per sempre nel peccato, e così il piano di gestione di seimila anni non sarebbe andato più in là dell’Età della Legge. L’Età della Legge sarebbe durata per seimila anni, i peccati dell’uomo sarebbero divenuti ancor più numerosi e più gravi, e la creazione dell’umanità sarebbe stata vana. Gli uomini sarebbero stati solo in grado di servire Jahvè sotto la legge, mentre i loro peccati avrebbero superato quelli dei primi esseri umani creati. Più Gesù amava gli uomini, perdonandoli per i loro peccati e dando loro sufficiente misericordia e amorevolezza, più gli uomini divenivano capaci di essere salvati, chiamati pecore smarrite, che Gesù ricomprò a caro prezzo. Satana non poté immischiarsi in quest’opera, poiché Gesù trattava i Suoi seguaci come una madre amorevole tratta il lattante che tiene tra le braccia. Non Si adirava con loro né li disprezzava, ma era pieno di consolazione; non Si infuriava con loro, ma tollerava i loro peccati e distoglieva gli occhi dalla loro insensatezza e ignoranza, come aveva detto: “Perdona agli altri settanta volte sette”. Così il Suo cuore riplasmava il cuore degli altri, e in questo modo le persone ricevevano il perdono grazie alla Sua tolleranza”.
Attraverso le parole di Dio, conosciamo i principi e il significato dell’opera di Dio nell’Età della Grazia. Poiché siamo corrotti da Satana e siamo peccatori, senza la salvezza di Dio possiamo vivere solo sotto i vincoli del peccato e infine essere oggetto di punizione. Se riconosciamo che siamo peccatori e accettiamo la redenzione del Signore Gesù, allora avremo la possibilità di ricevere la salvezza di Dio. Invece, coloro che pensano molto bene di sé stessi e non riconoscono di essere peccatori non possono mai conoscere sé stessi e accettare la salvezza di Dio. Nelle parole di Dio “Io non son venuto a chiamar de’ giusti, ma dei peccatori”, troviamo la pietà di Dio per l’uomo e la Sua intenzione di salvarlo. Quindi, avendo compreso la volontà di Dio di salvare l’uomo, per quale motivo non accettiamo la Sua salvezza e il Suo amore?


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